pages[0] = $post->post_content; $multipage = 0; } return true; } ?> ; } ?> /p> '; return $output; } ?> > immigrazione « Il lato pratico di Wop98

Archive for immigrazione

Medici negli USA

Dottori stranieri negli USA ne sono sempre venuti. Una legge del 1977 creo’ il programma J-1, o exchange visitor program, che lasciava venire negli USA dottori per due anni per migliorare le proprie conoscenze e le tecniche. Per legge, chi beneficiava di un visto J-1 era obbligato a tornare nel proprio paese per un periodo di almeno due anni, dopo di che le persone erano libere di cercare di tornare negli USA come permanent residents.

Negli USA c’e’ una carenza cronica di dottori in aeree poco popolate e sviluppate (vi ricordate il film Doctor Hollywood?), che porto’ nel 1994 una modifica della legge sul visto J-1: ogni Stato era libero di assumere fino a 20 dottori che accettavano di lavorare in aeree poco sviluppate; in cambio, veniva eliminato il requisito di tornare nel proprio paese per due anni. Dopo tre anni di lavoro in queste aeree, i medici possono richiedere la residenza permanente. Come spesso accade negli USA, il programma e’ a termine, ma siccome ha dato ottimi risultati e’ stato rinnovato fino al 2008 e probabilmente verra’ rinnovato ancora.

Tra parentesi, questo tipo di programma ha i suoi critici, perche’ parecchi dottori sarebbero molto utili nei loro paesi di provenienza, dove ci sono pochi professionisti ben addestrati. Siccome pero’ in Italia di dottori ce ne sono un sacco, continuiamo.

Il programma pero’ di recente sta stentando a trovare abbastanza medici, e ci sono parecchie comunita’ negli USA che si trovano ancora in difficolta’ a trovare medici. Come mai?

Un poco di storia per capirci: il programma H1-B divento’ legge nel 1990 per risolvere la scarsita’ di certe figure professionali in campi come le scienze e la tecnologia. Nel 2000, a seguito di pressioni fortissime dall’industria, il Congresso passo’ riforme che eliminarono il tetto per il numero di visti H1-B che le universita’ e gli istituti di ricerca potevano richiedere.

Questa eliminazione del tetto ha fatto si che i ‘teaching hospitals’ di New York per esempio possono assumere direttamente medici usando il visto H1-B, e questo ha aperto una porta molto piu’ grossa - e meglio remunerata - per un sacco di dottori.

La morale e’ che per un medico ci sono un sacco di possibilita’ con il programma H1-B, ma se non trovate un teaching hospital che vi assume il programma J-1 e’ un’alternativa concreta. Ci sono Stati bellissimi come Washington State che fanno addirittura delle job fairs per assumere dottori con il programma J-1, visto che stentano ad assumerne abbastanza.

Se sei un medico e ti piacerebbe l’idea di vivere e lavorare negli USA vale sicuramente la pena di studiarsi bene questo programma, e sicuramente di contattare lo Health Department di qualche Stato che ti interessa. Se siete veramente impazienti, questo link vi permette di scaricarvi la domanda direttamente.

Dibattito sull’immigrazione

Postato originariamente nel Marzo 2006

Tantissimi articoli in giro, basta guardare i maggiori giornali o siti di informazione per rendersi conto dell’interessantissimo dibattito sulla questione immigrazione.

Oggi e’ tornato alla carica un po’ dapertutto Tom Tancredo, un congressman repubblicano del Colorado che e’ al suo quarto term al Congresso e che si e’ fatto un nome a livello nazionale sulla questione immigrazione. Di posizione completamente opposta a quella del Presidente, ha fatto passare al Congresso la legislazione che rendeva l’immigrazione illegale un crimine.

E’ il nipote di immigranti italiani, ospite perenne di sitcom televisivi e radiofonici. Visto con manifesta ostilita’ dalla Casa Bianca, e’ anche un elemento di preoccupazione per molti deputati e senatori repubblicani degli Stati del Sud che temono di perdere il voto latino americano. E’ assolutamente malvisto dalle industrie, che accusa di essere intossicate dal lavoro a poco prezzo.

E’ il beniamino ovviamente di tutte le persone di quegli stati che sono preoccupati per la massa di immigrati, sia da un punto di vista economico che di sicurezza. Sondaggi correnti dicono che il 60% della popolazione sono contrari a programmi per guest-workers e sono convinti che il governo faccia troppo poco per difendere i confini.

Andatevi a vedere il suo sito, e potete anche vederlo parlare in TV sulla questione.

L’esame per diventare Americani




Queste sono tre delle domande che potreste trovarvi a dover rispondere per l’esame di naturalizzazione.

Name one famous battle from the Revolutionary War.

Name one of the major American Indian tribes in the United States.

Name one of the things that Abraham Lincoln did.

L’agenzia che si occupa di immigrazione, lo United States Citizenship and Immigration
Services vuole assicurarsi che gli immigranti siano consci dei principi democrativi e civili del paese, invece di memorizzare domande di tipo scolastico, tipo chi ha scritto l’inno nazionale (non me lo chiedete, me lo sono dimenticato 5 minuti dopo l’esame) o quante striscie ci sono sulla bandiera.

Il nuovo test verra’ testato in un programma pilota a partire dal prossimo mese in alcune citta’, Albany, Miami, Charleston, S.C., and Yakima, Wash. Notate come non c’e’ la California e non c’e’ New York city.

Parecchi gruppi che supportano gli emigranti sono contrari, perche’ temono che il nuovo test richieda una padronanza dell’inglese superiore a quella degli emigranti meno educati. Io ho i miei timori, e credo dovrebbero aiutare persone con livelli di educazione bassa, o anziane (vi immaginate la nonna cinese che deve fare il test?)

Nel frattempo, ecco le risposte suggerite dall’agenzia per le tre domande sopra. Le sapevate?

1) Lexington and Concord, Trenton, Princeton, Saratoga, Cowpens, Yorktown, Bunker Hill.

2) A partial list: Cherokee, Seminole, Creek, Choctaw, Iroquois,
Shawnee, Mohegan, Chippewa, Huron, Oneida, Sioux, Cheyenne, Lakota,
Crow, Blackfoot, Teton, Navajo, Apache, Pueblo, Hopi, Inuit.

3) Saved the union; freed the slaves; led the United States during the Civil War.